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Cosa finanzia il Voucher Digitalizzazione Piemonte 2026

14 Settembre 2026
Voucher digitalizzaizone PMI

Il Voucher Digitalizzazione PMI 2026 mette 19,2 milioni di euro a fondo perduto sulle imprese piemontesi, con contributi fino a 25.000 euro. Lo sportello apre il 22 ottobre alle 11:00 e le domande si valutano in ordine cronologico, fino a esaurimento fondi.

La domanda che ci stanno facendo tutti in questi giorni, però, non è quanto si prende. È: il mio progetto rientra?

Qui proviamo a rispondere per davvero, perché è il punto dove si decide tutto. Il bando non finanzia la digitalizzazione in generale: finanzia progetti che adottano almeno una tecnologia di un elenco preciso. Chi sbaglia quel passaggio si vede stralciare la spesa in istruttoria, o peggio, revocare il contributo in rendicontazione.

Le tecnologie ammesse

Il progetto deve riguardare almeno uno di questi ambiti:

manifattura additiva e stampa 3D · cloud, edge e quantum computing · cybersecurity e business continuity · computer vision per controllo qualità · NLP e automazione documentale · manutenzione predittiva · AI generativa applicata ai processi aziendali · calcolo ad alte prestazioni · robotica avanzata e collaborativa · big data e analytics collegati a processi produttivi o gestionali · blockchain · realtà aumentata, virtuale e ricostruzioni 3D · IoT e sensoristica · sistemi ERP, MES, PLM, SCM con tecnologie di tracciamento · CRM · sistemi fintech · geolocalizzazione per logistica e fleet management · sistemi per la customer experience in store · e-commerce, ma solo se collegato a un’altra tecnologia dell’elenco.

I due percorsi che proponiamo

Digitalizzazione del business

È il percorso più diretto, perché ricade in pieno negli ambiti previsti.

Un CRM implementato sul serio: non la licenza comprata e lasciata vuota, ma migrazione dei contatti, automazioni, integrazione con il gestionale e con gli altri strumenti già in uso. Il CRM è nell’elenco a pieno titolo.

AI generativa dentro i processi aziendali: automazione documentale, gestione delle richieste in entrata, elaborazione di preventivi e ordini. Attenzione alla formulazione, però: l’AI usata per produrre contenuti promozionali finisce nel marketing, che è escluso. Qui parliamo di processo.

Analytics collegati ai processi: dashboard che leggono dati gestionali o produttivi e servono a prendere decisioni, non report di traffico.

Un e-commerce integrato: la piattaforma da sola non passa mai. La piattaforma più il CRM, o più un sistema di tracciamento, o più analytics, sì.

UX/UI e web design

Qui serve una precisazione che sul resto del web non trovi, e che ti risparmia una domanda respinta.

Il sito web, in sé, non è un ambito tecnologico del bando. Un restyling del sito vetrina, per quanto necessario, non rientra. Lo stesso vale per l’identità visiva, e le spese di pubblicità e advertising, social inclusi, sono escluse per iscritto.

Quello che rientra è la progettazione UX/UI quando è funzionale all’introduzione di una tecnologia ammessa. L’interfaccia di un e-commerce integrato al CRM, il flusso di un portale clienti che si appoggia a un gestionale, un configuratore di prodotto in 3D, un’esperienza in store: lì il lavoro di design è parte del progetto tecnologico e ci sta dentro.

La differenza non è formale. Un progetto scritto come “nuovo sito aziendale” non passa. Lo stesso lavoro, impostato come adozione di una tecnologia con la sua interfaccia, passa. È esattamente il punto su cui ti aiutiamo a ragionare prima di scrivere la domanda.

E non è una sfumatura interpretativa: in domanda devi dichiarare esplicitamente a quale ambito tecnologico si riferisce ogni spesa, con ragione sociale e partita IVA del fornitore, pena la non ammissibilità della domanda (art. 5). Non c’è modo di far passare una spesa senza agganciarla a una delle tecnologie dell’elenco, perché è un campo che va compilato.

Cosa resta fuori

VoceAmmissibilità
Sito vetrina, restyling, landing page a sé stantiFuori elenco tecnologie
Identità visiva, branding, materiali graficiFuori elenco tecnologie
Pubblicità e advertising, anche sui socialEscluse espressamente
E-commerce non collegato ad altra tecnologiaNon ammesso
Consulenze fiscali, contabili, legaliEscluse
Personale interno, lavori in economiaEscluse
Certificazioni ISO, EMAS e obbligatorieEscluse
Smartphone, beni usati, beni in leasingEsclusi
Forniture sotto i 500 € (IVA esclusa)Escluse
Canoni, licenze, abbonamentiAmmessi per massimo due annualità
IVAEsclusa, salvo indetraibilità

Il vincolo del 30%, e perché cambia come si costruisce il progetto

Le spese ammissibili si dividono in tre voci: beni e servizi strumentali, servizi di consulenza, servizi di formazione. Consulenza e formazione insieme non possono superare il 30% del totale ammissibile.

Tradotto: un progetto fatto quasi solo di consulenza non regge. Su un investimento da 38.462 euro — quello che porta una microimpresa al voucher massimo — consulenza e formazione valgono al massimo 11.538 euro. Il resto deve essere beni e servizi strumentali: software, licenze, piattaforme, dispositivi.

È il vincolo che più spesso obbliga a rivedere il piano di spesa, e va considerato dall’inizio, non quando i preventivi sono già fatti.

Quanto si ottiene

DimensioneA fondo perdutoVoucher minimoVoucher massimoInvestimento minimoInvestimento per il massimo
Microimpresa65%4.000 €25.000 €6.154 €38.462 €
Piccola impresa60%5.000 €25.000 €8.333 €41.667 €
Media impresa50%5.000 €25.000 €10.000 €50.000 €

Sotto l’investimento minimo il voucher non si raggiunge. Sopra la soglia per il massimo, ogni euro in più resta a carico dell’impresa.

Due maggiorazioni si sommano: +5 punti per i progetti in forma collaborativa (da 3 a 20 imprese con un soggetto aggregatore e formazione obbligatoria) e +1 o 2 punti per le premialità soggettive — rating di legalità, PMI femminile o giovanile, certificazione della parità di genere, startup o PMI innovativa — che vanno possedute alla data della domanda.

Il voucher è erogato senza applicazione della ritenuta d’acconto (art. 3): l’importo concesso arriva per intero.

Le date, e il perché della fretta

  • 12 ottobre, ore 11:00 — apre il precaricamento su ReStart. Non conta ai fini dell’ordine e non vale come presentazione.
  • 22 ottobre, ore 11:00 — apre l’invio. Da qui parte l’ordine cronologico.
  • 15 dicembre, ore 16:00 — chiusura, salvo chiusura anticipata: lo sportello può essere sospeso quando le domande superano il 120% delle risorse.

Non c’è graduatoria di merito. Conta l’ordine di arrivo, quindi arrivare pronti al 22 ottobre con progetto, preventivi e documenti già pronti non è zelo: è la differenza tra prendere il voucher e finire in lista d’attesa.

E le spese valgono solo dopo l’invio della domanda. Non dopo il precaricamento, non dopo la concessione. Chi ha già una fattura per quel progetto non può usarla.

Due requisiti che spesso arrivano all’ultimo e fanno perdere giorni: il SELFI4.0, l’autovalutazione gratuita della maturità digitale sul portale Punto Impresa Digitale, va compilato negli ultimi 12 mesi (bastano una ventina di minuti, ma va fatto prima); e la dichiarazione DNSH, il principio di non arrecare danno significativo all’ambiente, che è criterio di ammissibilità sostanziale.

Sul DNSH una buona notizia: consulenza, formazione e beni strumentali immateriali — software, licenze, brevetti, know how — non richiedono di documentare impatti ambientali. Le condizioni stringenti (alimentazione da rinnovabili, certificazioni energetiche, iscrizione RAEE) riguardano l’hardware e i beni materiali.

Come lavoriamo

Adesso. Capiamo se rientri e studiamo la tua esigenza reale. Se il progetto che hai in mente non è finanziabile te lo diciamo subito, invece di scoprirlo in istruttoria.

Entro il 12 ottobre. Progetto, preventivi e documenti pronti. Precarichiamo tutto su ReStart in anticipo.

Il 22 ottobre. Si invia appena apre lo sportello.

Fissa una call — mezz’ora, senza impegno. Se poi i fondi finiscono prima della tua domanda, decidi tu se andare avanti con noi o fermarti, senza alcun costo.

Se hai un’esigenza digitale concreta e vuoi capire se e come rientra nel bando, ne parliamo in una call. Il resto di quello che facciamo su prodotti digitali e interfacce lo trovi nella pagina IT & Design.

Fonti. Testo integrale del Bando “Voucher digitalizzazione PMI” 2026, Unioncamere Piemonte (delibera n. 19 del 23 aprile 2026); Regione Piemonte, scheda del bando; D.D. n. 328/A1912A del 20.07.2026, BUR n. 29 del 23.07.2026; D.G.R. n. 17-2688 del 15.06.2026. Allegati, modulistica e FAQ sul sito di Unioncamere Piemonte.

Aggiornato al 14 settembre 2026. Il bando e le FAQ possono cambiare: prima di presentare domanda fai riferimento ai documenti ufficiali di Unioncamere Piemonte.

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